DanzaMovimentoTerapia

In questo articolo Anna, insieme a Letizia, ci spiegano l’origine della DanzaMovimentoTerapia e le sue applicazioni.

La danza è una delle forme più antiche di guarigione. Ciò che la contraddistingue è che appartenendo ad una dimensione artistica può avere accesso a pensieri ed emozioni non immediatamente consapevoli o accessibili alla parola (Malchiodi, 2009). Possiede dunque grandissime capacità comunicative. A differenza del linguaggio verbale infatti, non ha regole di struttura o di organizzazione. Questo le offre la capacità di abbracciare elementi paradossali ed è di grande aiuto per integrare e sintetizzare sentimenti ed esperienze conflittuali, che non troverebbero possibilità espressive nel linguaggio verbale.

Definizione dell’ambito della disciplina

La DanzaMovimentoTerapia pone le sue basi su questo concetto. È definita come disciplina specifica orientata a promuovere l’integrazione fisica, emotiva, cognitiva e relazionale, la maturità affettiva e psicosociale e la qualità della vita della persona (Definizione APID, Associazione professionale italiana DanzaMovimentoTerapia). La sua specificità si riferisce al linguaggio del movimento corporeo, della danza e al processo creativo quali principali modalità di valutazione e di intervento all’interno di processi interpersonali finalizzati alla positiva evoluzione della persona.
Attraverso l’invito a muoversi in un certo modo, il danzaterapeuta aiuta il paziente a evocare, processare e regolare emozioni specifiche. L’esplorazione e la pratica di nuovi e non familiari schemi motori può aiutare a sperimentare sensazioni insolite. I danzamovimentoteraputi dunque invitano spesso i pazienti a praticare nuovi e inusuali pattern motori con l’obiettivo di influenzare il loro stato emotivo. Guidando i pazienti ad espandere il vocabolario motorio, i terapeuti lasciano che questi possano sperimentare sensazioni desiderabili a cui non hanno avuto accesso prima (Sharif, 2016).
Differenti modificazioni del comportamento motorio contribuiscono alla regolazione emotiva, attraverso diversi meccanismi sottostanti. Cambiamenti di tipo quantitativo nel comportamento motorio, modificano l’intensità e/o la durata dell’attivazione muscolare. Ciò produce modificazioni nell’attivazione del sistema nervoso autonomo e nei processi metabolici, che generano una miriade di cambiamenti fisiologici, che implicano cambiamenti nell’umore e influiscono su stress, depressione, ansia.

La DanzaMovimentoTerapia per fare emergere le emozioni

Per aiutare i pazienti a far emergere alcune emozioni, il danzamovimentoterapeuta guida i pazienti ad esplorare varie tipologie di movimento ed a sperimentare la relazione con l’altro attraverso il linguaggio corporeo. Questo ci immette subito in un universo che oltrepassa i classici schemi relazionali che siamo abituati ad utilizzare attraverso il linguaggio verbale, spingendoci a sperimentare sensazioni nuove, recuperando quella modalità arcaica di relazionarsi all’altro che è quella corporea, che ha caratterizzato per tutti la prima modalità di relazione con l’altro. Si stimola poi il paziente a riconoscere e prendere consapevolezza delle emozioni emergenti, delle proprie iniziative motorie e dei propri stili relazionali. Il lavoro sull’ascolto di sé e sulla consapevolezza è centrale.
I terapeuti, inoltre, guidano i pazienti a regolare le proprie emozioni suggerendogli di muoversi in modi specifici, ad esempio suggerendo di praticare movimenti con la testa alta, lo sguardo diretto in avanti, la postura allungata verso l’alto, la direzione di movimento chiara e precisa, aumentando così sensazioni legate all’autostima (Sharif, 2016).
Numerose ricerche accademiche mostrano come gli esercizi motori hanno effetti nella riduzione e modulazione dei sintomi depressivi sia in una popolazione clinica che non clinica, così come nella riduzione di sintomi ansiosi (Sharif, 2016). In seguito a ciò l’esercizio motorio è oggi maggiormente raccomandato come terapia alternativa, sicura e a basso costo in una numerosa quantità di disturbi psicologici. Il rilassamento muscolare e specifici pattern della respirazione sono oggi spesso pensati e usati nella riduzione dello stress come parte integrante di una terapia cognitivo comportamentale. Le tecniche di rilassamento muscolare e di esercizio sulla respirazione sono costantemente utilizzate in DanzaMovimentoTerapia (Sharif, 2016).
Secondo Goodill la DMT può avere un impatto inoltre sullo sviluppo dell’auto-efficacia perché favorisce l’aumento della consapevolezza di sé, la sensibilità ai segnali del corpo, i sentimenti di autostima, e l’immagine positiva del corpo. Non rende lecita la passività, ma piuttosto l’impegno: prendere l’iniziativa nel proprio corpo può tradurre la sensazione di essere efficaci nella propria vita. (Godil, 2005).
Sappiamo che livelli più elevati di percezione di auto-efficacia possono indicare un miglioramento della funzione del sistema immunitario, e quindi sostengono la salute generale delle persone. (Chapman, 2013).
In questa ottica si inseriscono i benefici della DMT (DanzaMovimentoTerapia) sullo stress; la DMT infatti offre un contesto protetto per l’azione e per l’espressione emotiva, che può essere più o meno esplicitamente legata all’emozione o alla minaccia che ha attivato la risposta di attacco – fuga e di conseguenza i sintomi legati allo stress. In ogni caso la tensione che spinge l’espressione emotiva viene dissipata, attraverso un importante funzione catartica del movimento, lasciando i pazienti nel contenitore relazionale della terapia, con una maggiore consapevolezza dei propri sentimenti e delle proprie percezioni e beneficiati dall’aver scaricato i prodotti biochimici della risposta allo stress.
I pazienti in DMT, dunque, fanno esperienza dei propri limiti e dei propri “stati” in un senso molto reale e “sentito”. Quando gli stati in precedenza associati a pensieri, ricordi e sentimenti minacciosi sono esperiti in ambiente terapeutico si verifica un “ri-apprendimento”, durante il quale il paziente fa pratica delle abilità della propria mente e del proprio corpo nel gestire l’eccitazione e lo stress (Godil, 2005).
Concludendo, se l’auto-efficacia può servire come un fattore protettivo contro lo stress e la malattia, la DMT potendo influenzare positivamente i livelli di auto-efficacia, può avere un’influenza sul benessere fisico. Poiché la DMT può migliorare la consapevolezza di sé e fornire gli strumenti per soddisfare le diverse esigenze di cura di sé, ne consegue che una pratica di benessere basata sulla DMT può migliorare e conservare il rapporto ciclico tra auto-efficacia e cura di sé (Chapman, 2013).

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Bibliografia

  • Chapman L.R. (2013). Enhancing and Sustaining the Personal Wellness/Self-efficacy Cycle of a Dance/Movemet Therapy Intern. Columbia College Chicago, Digital Commons @ Columbia College Chicago, Creative Arts Therapies Theses, 11
  • Godil S. W. (2005). An Introduction to Medical Dance/Movement Therapy. Health care in Motion. Jessica Kingsley Publishers, 17, 205, 64, 80, 81, 71-73
  • Malchiodi, (2009). Arteterapia, l’arte che cura. Firenze: GIUNTI, 20-23
  • Sharif T. (2016). Using Movement to Regulate Emotion: Neurophysiological Findings and Their Application in Psychotherapy. Frontiers in Psychology, 7: 1451

Anna Pericoli, in collaborazione con Letizia Cirri

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